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Jasmine: nuovo impulso al microcredito |
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13/01/2009 |
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Il sistema dei piccoli prestiti, destinati ad imprenditori, o futuri imprenditori, troppo poveri per ottenere credito dai tradizionali circuiti bancari, è stato creato da Muhammed Yunus, premio Nobel per la pace nel 2006. Nel 1976 Yunus fondò la Grameen Bank, la prima banca al mondo a concedere prestiti ai più poveri basandosi sulla fiducia anziché sulla solvibilità. Da allora la Grameen Bank ha erogato più di cinque miliardi di dollari ad oltre cinque milioni di clienti. Il successo di questa banca "speciale" ha ispirato numerosi altri esperimenti del genere nei Paesi in via di sviluppo ma anche in numerose economie avanzate. Oggi il microcredito è uno degli strumenti di finanziamento usati in tutto il mondo per promuovere sviluppo economico e sociale. Le difficoltà di accedere al prestito bancario a causa dell'inadeguatezza o della mancanza di garanzie reali delle persone e delle micro dimensioni imprenditoriali, non consentono, nella maggior parte dei casi, di avviare e sviluppare attività produttive: il microcredito è lo strumento con cui una parte del tessuto produttivo, quello "non bancabile", reagisce all'esclusione dai circuiti finanziari tradizionali. La Commissione Europea, la Banca Europea degli Investimenti e il Fondo Europeo degli Investimenti hanno elaborato il progetto Jasmine (joint action to support micro-finance institution in Europe) che partirà in via sperimentale nel 2009. Questa iniziativa nasce dalla crescente importanza che sta assumendo il microcredito e dall'aver constatato una importante differenza fra l'offerta di microcredito disponibile in Europa e il numero di persone che desiderano creare o sviluppare le loro imprese nel territorio. In Europa il microcredito implica prestiti inferiori a venticinque mila euro anche se la media è di diecimila euro; è concepito per le micro imprese, quelle con meno di 10 dipendenti, che sono ben il 91% di tutte le imprese europee, per i disoccupati e le persone non attive che desiderano avviare un'attività autonoma ma non hanno accesso ai tradizionali servizi bancari. Dalle stime dell'Unione Europea emerge che la domanda potenziale di microcredito in Europa potrebbe ammontare a più di settecentomila nuovi prestiti, per un importo di circa 6,1 miliardi in tempi brevi. Il progetto Jasmine prevede, innanzitutto, di fornire assistenza tecnica agli istituti per il microcredito per accrescere la loro competenza in materia. Il compito di Jasmine sarà quello di valutare i piani d'impresa degli istituti per il microcredito destinati a ricevere un finanziamento, aiutandoli a migliorare la propria politica finanziaria e commerciale, oltre alla qualità dei propri servizi. Sono anche previste sessioni di formazione per stimolare questi istituti ad adottare buone prassi e promuovere azioni pubblicitarie a livello degli Stati membri e delle Regioni. Altra finalità dell'unità Jasmine è quella di finanziare gli istituti che non fanno parte del sistema bancario, affinché per loro sia più semplice accordare microcrediti a privati ed imprenditori che presentino un valido progetto; in questo caso, Jasmine interverrà direttamente nella fase di valutazione delle proposte dei privati. L'aspetto innovativo di questa iniziativa consiste nel collegare le istituzioni dell'UE con altri partner: le banche private e pubbliche, i membri della rete Eurofi ed altre organizzazioni di donatori. Il finanziamento di avviamento comprende circa 40-45 milioni di euro erogabili, inizialmente, dalle risorse della politica di coesione con contributi integrativi della Bei e del Fei. La nuova struttura sarà gestita nell'ambito del Fondo di investimenti europeo.
di Vittorio Anelli e Francesca Furlotti (Luseis srl) - Buon Giorno Impresa
In collaborazione con www.analisiaziendale.it
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